OCCHI AL CIELO

Il cast della web serie Occhi al Cielo

OCCHI AL CIELO

Doveva diventare una sit-com per la TV, ma proprio sul più bello il progetto è naufragato. Colpa della crisi, prima di tutto, era la fine del 2011, ma anche di una intrinseca paura delle novità, che attanaglia molto spesso il mondo della comunicazione ecclesiale.
La sit-com in questione si intitolava OCCHI AL CIELO (citofonare parrocchia), a produrla era la NOVA-T di Torino, il centro di produzione dei cappuccini italiani, che ha chiuso i battenti da un paio d'anni, e l' emittente alla quale il progetto era destinato si chiama TV2000, la TV della Conferenza Episcopale, in quel momento diretta da Dino Boffo.
Il concept della sit-com era semplice: raccontare, con una forte dose di ironia, la vita quotidiana di una parrocchia. E mettere al centro della storia un prete, credibile, di quelli, che almeno una vota nella vita ognuno di noi ha incontrato. All’origine, gli autori di OCCHI AL CIELO erano due: Sante Altizio, dipendente della NOVA-T, e Ilaria Giudici, una giovane sceneggiatrice uscita da un master della Cattolica di Milano.
"Fallita la trattativa - ricorda Altizio - avevamo due possibilità: cestinare tutto il lavoro fatto o farci venire un'idea per evitarlo".
Il mondo dei social network era in ascesa esponenziale. Forse internet poteva offrire quella sponda produttiva che la televisione, in quel momento, non poteva offrire. "Abbiamo giocato d'azzardo e ci siamo affidati alla rete. Il progetto di sit-com si è trasformato in una webserie e il denaro per la produzione lo abbiamo cercato attraverso il crowdfunding. Sembrava una follia. - prosegue l'autore - Invece ha funzionato".
Di crowdfunding e webserie, cinque anni fa se ne parlava pochissimo. Ma il mondo digitale ha tempi di sviluppo rapidissimi.
Oggi il crowdfunding in Italia, ha un volume d'affari che supera i 60 milioni di euro e le webserie sono diventate uno strumento di comunicazione audiovisiva assai diffuso. A firmare la seconda stagione oltre a Sante Altizio, c'è Bruno Furnari, torinese, del team di autori della fortunata trasmissione Zelig, targata Mediaset. “La parrocchia fa parte del nostro mondo, della nostra storia - dice Furnari - vogliamo raccontarla. Non ci vogliamo arrendere all'idea che non ci sia mercato per i contenuti che ci riguardano, che la crisi ė troppo forte, che se sei lontano da un editore forte non hai possibilità di riuscita. Annunciamo la lieta novella a modo nostro, e crediamo anche che abbia senso. La rivoluzione digitale, per chi fa comunicazione, può essere una sciagura o un’ opportunità . Noi abbiamo scelto la seconda.".