Occhi al cielo è la prima web serie ambientata in un ufficio parrocchiale e lo fa con tono ironico, spesso provocatorio, in cui i piccoli e i grandi quesiti delle persone si intrecciano con i grandi temi dell’epoca contemporanea.

La parrocchia è nel DNA della nostra società. È uno degli elementi costitutivi del nostro panorama culturale. E pesa. Peppone e Don Camillo sono passati, ma non del tutto, non dappertutto. L’oratorio, in fondo, è sopravvissuto. Le sedi di partito no.

La parrocchia è ancora un luogo dove ci si incontra e dove si intrecciano le storie della comunità con i suoi problemi quotidiani: dalle bollette da pagare ai disoccupati che bussano alla porta, dalle paturnie teologiche della catechista ai problemi esistenziali di un parroco che deve gestire anche la propria solitudine.

L’immigrazione, l’omosessualità, l’8x1000, il ruolo della donna, la fecondazione assistita, il fine vita: queste sono solo alcune delle tematiche toccate nella seconda serie, molto meno politically correct della prima.

Crediamo che il mettere in discussione le certezze, scardinare i punti di vista, cogliere tutte le sfumature delle cose della vita sia importante e crediamo di non dover dare risposte, ma di stimolare il dubbio in ognuno.

L’utilizzo del registro comico, il ritmo piuttosto serrato delle battute, la caratterizzazione dei personaggi che si confrontano permettono di sviscerare i grandi quesiti esistenziali e sociologici con sguardo comico e a tratti irriverente: rideremo insieme, perché ridere è una cosa seria.

I personaggi

I personaggi prendono vita non davanti a una macchinetta del caffè, ma alla statua di San Giuseppe Lavoratore e ognuno di loro porta avanti un discorso sui ruoli sociali, sulle passioni, le paure e le contraddizioni dell’essere umano.

Protagonista della serie è don Paolo, che tifa per il Toro e che tutti i giorni deve fare i conti con se stesso e i problemi della sua comunità. E poi c’è una perpetua straniera. E’ il mondo lontano che abita da noi. C’è un economo diviso tra denaro e voglia di rivoluzione. Innamorato della perpetua. C’è una catechista zitella che vede il demonio ovunque. Una ragazzina 2.0 che si è stufata delle risposte facili del catechismo. Una giovane suora che non è sicura di aver fatto la scelta giusta. Un giovane direttore del coro che non conosce mezze misure. Un sagrestano senza famiglia che ha trovato nella parrocchia un porto sicuro.

Rappresentano le due anime di ogni comunità parrocchiale: quella che spinge per rinnovare e quella che frena perché l’ortosio sia salva. In mezzo ci sono parroco e vescovo, che mediano, con un occhio al futuro e la consapevolezza di un passato che non può essere ignorato.